L’olio extravergine d’oliva è uno degli ingredienti tipici della dieta mediterranea. Conosciuto anche come “oro verde”, questa varietà di olio ha diverse proprietà organolettiche che ne determinano gli alti livelli nutrizionali.

Per garantire alti standard nutrizionali, l’olio EVO deve rispettare determinati parametri di qualità che vengono misurati attraverso un mix di sensazioni e di parametri chimici.

Le sensazioni vengono percepite nel momento dell’assaggio e possono assumere sfumature fruttate, amare e piccanti. I parametri chimici, invece, vengono misurati attraverso analisi di laboratorio e influenzano la qualità dell’olio extravergine.

 

Parametri chimici per valutare la qualità dell’olio EVO

I parametri chimici che determinano la qualità dell’olio EVO dipendono da una serie di indicatori quali: numero di polifenoli, acidità e la presenza di perossidi.

I polifenoli sono dei conservanti che prevengono la denaturazione degli acidi grassi presenti nell’olio extravergine d’oliva. Grazie alla presenza naturale di questi indicatori, l’olio EVO svolge la funzione di antiossidante.

L’acidità, invece, è una delle caratteristiche dell’olio extravergine d’oliva regolamentata dal sistema legislativo. Il limite di acidità per riconoscere un olio come olio EVO è di 0,8% ma, in presenza di alti standard di qualità, la percentuale di acidità diminuisce sensibilmente oscillando tra lo 0,1% e lo 0,3%. Il basso livello di acidità permette di attestare la qualità del prodotto.

Un altro parametro chimico che determina la qualità dell’oro verde è il numero di perossidi. Questo parametro è regolamentato a livello normativo come accade per il livello di acidità. Un numero elevato di perossidi indica che l’olio è in fase di degradazione in maniera irreversibile a causa di processi di ossidazione che lo rendono anche sgradevole al gusto.

L’olio extravergine d’oliva di Secolo 21 preserva le proprietà benefiche della materia prima dalla pianta alla tavola garantendo gli alti standard di qualità che distinguono il prodotto.